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Fresa

Fresa

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Ciò che distingue in particolare questo formaggio è che viene prodotto con latte intero di vacca allevata allo stato brado in fase di fine lattazione, ovvero nei mesi preinvernali. Presenta una piacevole consistenza morbida e burrosa simile a quella dello stracchino.

Il gradevole e fresco retrogusto acidulo e la vellutata cremosità invogliano al consumo regolare di questo formaggio vaccino, un prodotto che non può mai mancare in tavola per concludere in modo sfizioso il pasto. È un prodotto a denominazione P.A.T., legato a processi di produzione estremamente artigianale che ne rendono dunque difficile la reperibilità.

Storia, caratteristiche e zona di produzione della Fresa sarda

Come vuole la denominazione di Prodotto Agroalimentare Territoriale, la Fresa viene fabbricata in caseifici artigianali dislocati sui territori di origine (le province di Nuoro e Oristano). La coagulazione del latte vaccino viene ottenuta con l’aggiunta di caglio di vitello; in seguito a questo processo si trasferisce la cagliata negli stampi e la si pressa per ottenere quella forma rotonda e leggermente schiacciata che è tipica della Fresa sarda.

Dopo la salatura, a seconda delle condizioni meteorologiche (e ciò la dice lunga sull’artigianalità di questo formaggio sardo) la forma viene avvolta in un panno e lasciata all’aria ad asciugare. La lunghezza di questa fase determina il colore giallo più o meno carico della sua crosta.

Il formaggio Fresa è un prodotto estremamente artigianale ed altrettanto stagionale, perché viene prodotto con l’ultimo latte munto dalle vacche prima della stagione invernale. Di qui l’esiguità delle forme che ne vengono prodotte annualmente: una vera delizia poco accessibile ai più, ma che meriterebbe di essere assaggiata almeno una volta nella vita.

Casu e vino: gli abbinamenti enogastromici della Fresa sarda

La Fresa è un formaggio fresco e delicato, che pertanto esige di essere consumato in purezza o in abbinamento ad alimenti che non ne coprano il sapore: ad esempio in un’insalata verde con pomodori e poche altre verdure fresche, oppure spalmato sul moddizzosu, il pane sardo di farina di grano duro e patate. In alternativa, la Fresa può diventare un delizioso secondo piatto se sciolta in padella.

Per i vini vale la stessa regola: occorre sceglierne che non coprano l’aroma armonioso della Fresa, ma sia in grado di ripulire il palato dopo averlo “impastato” con il formaggio. Un esempio isolano? Il Vermentino di Sardegna DOC, un vino bianco fresco dalle spiccate note acidule. In alternativa, fra le birre, una Berliner Weisse.

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