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Provoletta vaccina

Provoletta vaccina

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La Provoletta vaccina rappresenta una versione meno stagionata del Provolone sardo, adatta a chi preferisce i formaggi dalla pasta più morbida e il gusto più delicato. Viene prodotta dagli allevatori di Sardinia Food District con latte di vacca di razza sarda e lavorato secondo metodologie tradizionali.

Disponibile per la vendita tutto l’anno, è uno dei formaggi che potete proporre anche i vostri amici intolleranti al lattosio, di cui presenta un contenuto pressoché nullo. Chi invece è particolarmente attento alla linea dovrà invece orientarsi verso prodotti diversi, poiché la provola presenta un elevato contenuto di grassi (ma siete proprio sicuri di voler rinunciare ad assaggiarla?).

Storia, caratteristiche e zona di produzione della Provoletta vaccina

L’abbondanza di allevamenti di vacche sull’Isola fa sì che questo formaggio a pasta filata, ottenuto da latte vaccino intero, venga prodotto praticamente in qualsiasi zona della Sardegna. La sua storia è più recente rispetto ad altri prodotti caseari sardi, ma comunque si tratta di uno dei formaggi autoctoni più consumati nelle varie regioni d’Italia grazie al sapore delicato e alla versatilità d’uso che lo rendono adeguato a tavole di ogni rango e gusto.

La lavorazione prevede che il latte vaccino venga pastorizzato e successivamente inoculato con caglio di vitello. In questo modo il latte raggiunge la perfetta coagulazione e la cagliata può essere rotta in chicchi. Come per il Casizolu e altri formaggi sardi a pasta filata, la formatura avviene solitamente a mano, in acqua molto calda. Una volta data alla massa la forma tipica a pera, la provola viene salata e dunque lasciata maturare per un tempo variabile ma comunque non eccessivamente lungo.

La “peretta” ha un peso generalmente inferiore ai 2 kg e presenta una crosta sottile di color giallo intenso; la pasta racchiusa all’interno - elastica e compatta, priva di occhiatura – ha invece il colore bianco tipico dei formaggi vaccini. Poco intenso negli aromi, questo prodotto è amato in genere da chi ha poca confidenza con il mondo dei formaggi.

Casu e vino: gli abbinamenti enogastronomici della Provoletta vaccina

Come tutta la famiglia dei provoloni e dei formaggi a pasta filata in genere, anche questa provola è un formaggio bivalente: può essere consumato semplicemente in abbinamento a una fetta di pane ma anche impiegato per primi e secondi piatti. Una volta stagionato, può essere utilizzato al posto di Parmigiano e Grana n qualità di formaggio da grattugia.

È un formaggio grasso che si sposa bene con vini corposi e fruttati; sul versante brassicolo i possibili connubi sono diversi: si va dalle birre di tipo Doppelbock alle Stout passando per le Rauchbier (soprattutto con provole più stagionate o affumicate). Il trait d’union è quello di un basso tenore alcolico abbinato a una buona struttura. 

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