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Pecorino sardo dolce

Pecorino sardo dolce

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Il pecorino sardo dolce non ha bisogno di presentazioni: così come la sua variante matura, è uno dei formaggi sardi più conosciuti, con la sua inconfondibile crosta liscia, sottile, di un giallo paglierino tendente al bianco. Anche al palato è immediatamente riconoscibile per la sua pasta morbida e compatta che si scioglie sulla lingua in men che non si dica, lasciandosi dietro un aroma dolce e delicato.

Sardinia Food District vi propone il formaggio pecorino realizzato dalla sua rete esclusiva di pastori, naturalmente in ottemperanza al disciplinare di produzione previsto dalla denominazione pecorino sardo DOP. Ogni forma di formaggio online viene venduta con il marchio di Denominazione a raggera e il bollino verde specifico per il pecorino sardo dolce.

18,00 €
  • 600gr
  • 1,3Kg
  • 2,6Kg (forma intera)

Storia, caratteristiche e zona di produzione del Pecorino sardo dolce

La storia del pecorino sardo risale agli albori dei tempi e il formaggio pecorino che si presenta oggi sulle nostre tavole, conosciuto su così larga scala da esser spesso e ingiustamente considerato un formaggio banale, è il custode di una tradizione millenaria. I progenitori del pecorino sardo moderno erano tre e portavano nomi legati essenzialmente al loro colore: il Bianco, il Rosso Fino e l’Affumicato venivano prodotti immergendo pietre incandescenti nel latte di pecora crudo.

Oggi la produzione del pecorino sardo dolce è disciplinata dalla direttive della più prestigiosa delle denominazioni di origine, la denominazione DOP, che nel caso specifico del pecorino dolce prescrive che venga utilizzato esclusivamente latte di pecora sarda, sottoposto a pastorizzazione e inoculato con fermenti lattici e caglio di vitello per ottenere una pasta da rompere in granuli delle dimensioni di una nocciola. Cotta a basse temperature, la pasta del pecorino sardo dolce DOP viene inserita in stampi e stufata. Anche la quantità di sale è disciplinata: per questa tipologia di pecorino non si devono superare i 2 grammi di sale per 100 grammi di prodotto finito.

Per riconoscere il vero pecorino sardo DOP dalle (purtroppo) diffusissime imitazioni, bisogna fare attenzione che sulla crosta sia impresso il timbro della denominazione con il codice dell’azienda che l’ha prodotto e la dicitura “PS DOP”. Il bollino verde distingue il pecorino dolce da quello maturo.

Casu e vino: gli abbinamenti enogastromici del Pecorino sardo dolce

Il pecorino sardo dolce presenta una varietà di usi più ampia rispetto alla sua versione matura, perché il sapore dolce e la consistenza semi-dura gli permettono di essere impiegato in molte preparazioni di cucina, oltre che consumato al naturale. Ad esempio può essere utilizzato come sostituto di besciamelle e mozzarelle nei piatti tradizionali della domenica, come lasagne, crespelle e pasta al forno.

Se invece si vuole organizzare un pranzo della domenica 100% sardo, allora a questi piatti possiamo sostituire i tipici malloreddus, conditi semplicemente con pecorino sciolto a bagnomaria, parmigiano e un’abbondante grattata di pepe. Cosa berci insieme? Un vino bianco dalle note fruttate, che richiamino gli aromi del formaggio, come un Vermentino di Sardegna DOC.

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