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Fiore Sardo

Fiore Sardo

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Formaggio a pasta cruda realizzato con latte di pecora, il Fiore Sardo rappresenta uno dei prodotti caseari d’eccellenza della Sardegna. Caratterizzato da una crosta di colore giallo o marrone scuro, presenta una pasta friabile, dura, di tonalità variabile fra il bianco e il giallo chiaro a seconda della stagionatura, che può essere di media o lunga durata.

Superati i 6 mesi di invecchiamento, questo formaggio sardo DOP può essere grattugiato; prima di allora, rappresenta un perfetto secondo piatto da abbinare a vini secchi che siano in grado di bilanciarne la componente grassa preponderante. L’uso del fuoco a legna regala a questo prodotto dei piacevoli aromi affumicati.

27,00 €
  • 900 gr (1/4 di forma)
  • 1,8 Kg (mezza forma)
  • 3,6 Kg (forma intera)

Storia, caratteristiche e zona di produzione del Fiore Sardo

Il Fiore Sardo è un formaggio di pecora dalle origini antichissime, prodotto in tutti i distretti della Sardegna: testimonianze sulla produzione di questo formaggio ovino circolano già a partire dal 1700, periodo in cui il Fiore Sardo rappresentava in assoluto il cacio più diffuso sull’Isola. La denominazione DOP, invece, giunge nel luglio 1996; da allora possono ambire a portare il suo nome solo i formaggi sardi prodotti nel rispetto di dettami molto rigidi, che riguardano, fra le altre cose:

  • Materie prime impiegate: l’elemento base è tassativamente latte di pecora intero fresco ottenuto da pecore di razza in prevalenza sarda, mentre la cagliatura deve essere realizzata a crudo con caglio di agnello o capretto;
  • Procedimento di salatura: avviene a secco, dopo un breve riposo in salamoia;
  • Forma e peso: doppio tronco conico, realizzato con appositi stampi, di peso variabile fra gli 1,5 e i 4 kg.

Il Fiore Sardo deve il suo nome al fatto che, fino in epoca recente, per la formatura venivano utilizzati stampi di legno detti pischeddas sul cui fondo era inciso un fiore, spesso insieme alle iniziali del produttore. Questi simboli rimanevano così impressi sulla forma. Ancora oggi, la produzione di questo aromatico formaggio a pasta cruda rimane legata alle tecniche di una volta, in cui erano soprattutto l’attenzione e la pazienza del casaro a fare la differenza, mentre le tecnologie impiegate erano davvero molto semplici.

Casu e vino: gli abbinamenti enogastromici del Fiore Sardo

Come secondo piatto o a conclusione di un pasto leggero, questo formaggio sardo DOP esprime il suo potenziale massimo nella media stagionatura. In questo momento, infatti, tutto il suo profilo olfattivo e gustativo esplode in un ricco spartito di persistenti note erbacee, affumicate ed animali. Con il procedere della stagionatura le componenti sapide, acide e amare si acuiscono fortemente, rendendo il Fiore Sardo un formaggio difficile da degustare a tavola, che può però essere grattugiato sui primi piatti.

La sua vivace componente grassa ne fa il compagno ideale di vini rossi secchi e asciutti: volendo attingere all’enorme patrimonio di vini sardi, il Cannonau o il Mandrolisai, altrimenti, fuoriuscendo dai confini isolani, un Brunello di Montalcino o un Montepulciano.

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