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Pane Zichi

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10 Oggetti

Il pane Zichi, tradizionale del comune di Bonorva, in provincia di Sassari, è uno dei prodotti tradizionali sardi più antichi in assoluto, ancora oggi realizzato artigianalmente con una lunga procedura che, dalla pulitura del grano, porta all’ottenimento di una doppia sfoglia gonfia. Ognuna delle facce di questa sfoglia è poco più spessa del pane carasau, ma più soffice, perché l’impasto è realizzato con fiore di farina cui vengono aggiunti solo acqua, un poco di sale e il lievito madre. Quest’ultimo, tramandato di impasto in impasto e di generazione in generazione, assicura il mantenimento di elevati livelli qualitativi. Il profumo sprigionato dal pane Zichi è, per molti sardi, associato a cari ricordi di infanzia, quando con i nonni o i genitori si recavano al forno per cuocere i loro impasti: oggi potete provarlo anche voi per farvi trasportare in una dimensione onirica all’insegna della Famiglia e della tradizione. Da usare al naturale o in sostituzione alla pasta.

3,10 €
  • 500 gr

Come mangiare il Zichi

Siamo certi che se chiedeste a un sardo il modo migliore per mangiare il pane Zichi, con molta probabilità vi risponderebbe, semplicemente, “appena sfornato”. È vero, niente stimola l’acquolina in bocca quanto il profumo sprigionato da questa focaccina a lunga lievitazione, preparata con la parte migliore della farina di grano e con lievito naturale. Ci sono tuttavia molti altri modi per gustare il pane tipico di Bonorva. Uno su tutti? Il pane Zichi al ragù di cinghiale: preparato con carota, cipolla, sedano, pomodoro fresco e foglie di alloro, il ragù viene utilizzato per insaporire la focaccia, cotta in acqua bollente salata come se si trattasse di una normale pasta. Un tocco in più davvero speciale è dato da una grattugiata finale di pecorino sardo o di un altro formaggio a vostra scelta.

Le spianate di pane Zichi sono protagoniste anche del brodo di pecora che si prepara tradizionalmente a Bonorva: per questa ricetta il pane viene tagliato in piccoli pezzi simili a maltagliati e cotto direttamente nel brodo. Maggiore sarà la cottura e più si formerà, sul fondo della pentola, una sorta di crema molto saporita e gradevole al palato. Anche qui non può mancare la grattata finale di formaggio: per questa operazione vi consigliamo di scegliere un formaggio di pecora, in modo da realizzare un abbinamento davvero perfetto con il brodo.

Una curiosità in più?

C’è chi dice che il nome di questo pane abbia a che fare con la parola logudorese “tsikki”, che significa “pettirosso”. Un’associazione bucolica, che ci fa subito pensare a un uccellino che, con delicata ingordigia, becchetti via piccoli frammenti di questo pane morbido. Tuttavia l’etimologia più accreditata viene fatta risalire a un termine babilonese, derivato a sua volta da un vocabolo aramaico il cui significato letterale era “moltiplicatore dell’impasto del pane”: impossibile non vedere l’evidente collegamento con la lunga lievitazione del pane Zichi. Un ultimo consiglio: se siete in Sardegna a fine agosto, non perdetevi la sagra dedicata a questo antico prodotto tipico sardo.

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