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Su Civraxu

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9 Oggetti

Un colore che evoca subito l’oro del grano, una crosta croccante e voluminosa, solcata da spaccature, che racchiude una mollica umida ed elastica: è il civraxu, il pane di semola di grano duro tipico della Sardegna meridionale e in particolare di Sanluri, il suo comune di origine. È il pane che si prepara una volta a settimana, grande e duraturo per sfamare la famiglia per diversi giorni – una longevità assicurata dall’elevatissima qualità delle materie prime, ossia la semola, il fiore di grano duro e il lievito madre. Anche “invecchiato” di diversi giorni, è ancora buono se abbrustolito sul fuoco o su una semplice griglia. Da non perdere per chi desidera avere in tavola ogni giorno la vera essenza della quotidianità sarda.

3,90 €
  • 1000 gr

Come mangiare su Civraxu

Il civraxu è un pane che in Sardegna viene utilizzato su base quotidiana e che fino a qualche decennio fa veniva prodotto artigianalmente in quasi tutte le case, perlomeno nel sud dell’Isola. Di conseguenza è un pane che si presta come accompagnamento per ogni tipo di piatto o nella preparazione di bruschette e crostoni. È un pane che contiene sale, ma non risulta eccessivamente salato, pertanto si sposa alla perfezione sia con sughi e affettati saporiti, sia con i formaggi delicati, il pomodoro fresco o i frutti di mare. Addirittura c’è chi usa il civraxu per preparare deliziose bruschette ai ricci di mare, per cui non abbiate timore di esagerare con la salinità!

È un pane che si conserva molto a lungo, tuttavia negli ultimi giorni la sua crosta perderà, com’è normale, la sua tipica croccantezza; in questa fase è consigliabile abbrustolirlo per rinvigorirne l’aromaticità naturale, ma potete anche inzupparlo nel latte per una colazione più sana, e non meno saporita, di quella consueta a base di fette biscottate o biscotti. Il pane civraxu raffermo viene spesso utilizzato anche per preparare il pane indorau, semplici fettine fritte in olio extravergine d’oliva preparate come antipasto o per una merenda più sfiziosa del solito!

Una curiosità in più?

Le origini del nome “civraxu” affondano le loro radici nella storia e nel mito. Pare infatti che migliaia di anni fa, un soldato romano di nome Ciro fosse rimasto ferito durante una battaglia e fosse stato soccorso e aiutato a rimettersi in sesto da alcune persone del luogo. Con una di queste, Vargiu, era nata una splendida amicizia e il soldato aveva deciso di costruire un grande forno in cui i due potessero cuocere insieme il pane. Le pagnotte si rivelarono così buone che divennero famose in tutta la zona e presero il nome di civraxu in onore di Ciro e Vargiu. In realtà l’etimologia di questo nome deriva più probabilmente dal termine latino “cibarius”, che comunque ne celebra pienamente l’importanza nel contesto dell’alimentazione sarda. Nonostante il pane civraxu (o civraxiu) sia uno dei più antichi dall’Isola, è soltanto dal 2017 che il suo comune natale ha deciso di dedicargli una sagra.

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