Ok
Vi informiamo che il nostro negozio online utilizza i cookies e non salva nessun dato personale automaticamente, ad eccezione delle informazioni contenute nei cookies.
Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Pane Carasau

Condividi

30 Oggetti

Su pane carasau è un pane secco e sottile originario della Barbagia, ma diffuso in tutta l’Isola. È forse il più noto dei prodotti tipici sardi, insieme al pecorino con cui non a caso si sposa alla perfezione. L’impasto si compone di farina 00, semola e acqua tiepida e viene sottoposto a ben tre lievitazioni: la terza avviene quando le palline di impasto sono già state stese in sfoglie sottili e rotonde, che vengono impilate le une sopra le altre di modo che non si sollevino troppo. Due sono invece le infornate cui viene sottoposta ogni sfoglia, un processo che viene tramandato identico da centinaia di anni. Solo l’utilizzo degli ingredienti corretti e il rispetto delle numerose fasi di preparazione garantisce un risultato eccellente, che si può riscontrare quando la sfoglia superiore e quella inferiore del pane carasau presentano lo stesso spessore. Righello alla mano, abbiamo misurato ognuna delle nostre sfoglie di pane carasau e siamo pronti a offrirvele, con orgoglio, matematicamente certi della loro bontà!

3,80 €
  • 250 gr
  • 500 gr
  • 1000 gr

Come mangiare il pane carasau

Uno dei modi più gustosi per consumare il pane carasau è preparando il cosiddetto pane frattàu, una sorta di rivisitazione sarda della lasagna (si fa per dire, dato che si tratta di un piatto antichissimo): in pratica si tratta di immergere le sfoglie di pane carasau in acqua bollente per pochi secondi e poi distribuirle in una pirofila, alternandole a pomodoro e pecorino sardo grattugiato. In cima a questa pila si aggiunge talvolta anche un uovo in camicia: un piatto piuttosto veloce da preparare, ma soprattutto gustoso e nutriente.

L’uso più comune del pane carasau rimane però quello in purezza, come accompagnamento di salumi, formaggi e crudité di verdure. Potete anche usarlo per preparare degli sfiziosi stratificati salati e involtini per l’aperitivo: basta ammorbidire un po’ il pane facendo scorrere brevemente l’acqua sul suo lato interno (ossia quello più ruvido), farlo sgocciolare e poi avvolgerlo agli altri ingredienti. Un’altra idea interessante per impiegare il pane carasau, stavolta dolce, è infine quella di utilizzarlo come guscio per i cannoli. Un contrasto dolce/salato davvero delizioso!

Una curiosità in più?

Il nome pane carasau (o carasatu, come si dice in alcune zone della Sardegna) significa letteralmente “pane staccato. Una parola incantevole, la cui radice pare provenire da una lingua anticamente parlata in Mesopotamia, che evoca subito il piacere di spezzare un frammento di questo pane croccante e sgranocchiarlo sotto i denti, ma che in realtà è legata all’atto di distacco che avviene fra le due sfoglie che lo compongono, quando il pane carasau viene infornato e subito si gonfia. L’espressione “carta musica” con cui si indica spesso il pane carasau ha invece un’origine onomatopeica: si riferisce infatti al rumore prodotto dal pane quando lo si mastica.

Scroll