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Galletta

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9 Oggetti

Tranquilli, non vogliamo mettervi a dieta: le gallette di cui parliamo non hanno niente a che vedere con i soffiati di mais o riso che chiunque di voi associa a deprimenti regimi dimagranti. La galletta a cui ci riferiamo è un pane tradizionale sardo tipico soprattutto delle isole di Sant’Antioco e San Pietro, realizzato con farina 00, acqua, sale, strutto, olio d’oliva e malto. Grazie alla presenza di grassi vegetali e animali e lo scarso contenuto di sale, la sua consistenza si mantiene croccante per molto tempo; inoltre le forme hanno un diametro di 6 o 7 centimetri, fattore che consente loro di essere consumate in piccole dosi e poi riconfezionate in modo pratico. Le nostre sono preparate secondo la tradizione dei marinai, ma potete mangiarle anche fuori dalla cambusa!

4,30 €
  • 250 gr

Come mangiare la galletta

Le gallette sono una qualità di pane consumata tipicamente da pescatori e marinari, perché possono essere conservate inalterate per diversi giorni e dunque rappresentano una risorsa preziosa quando si naviga in alto mare. In queste occasioni le gallette vengono preparate in genere due giorni prima del viaggio e, prima di essere infornate, vengono forate con una forchetta affinché non si gonfino in cottura. Proprio questo pane è il protagonista di alcune ricette che possono essere preparate anche a bordo delle navi, perché non hanno bisogno di cottura e, soprattutto, prevedono l’utilizzo di pesce di ottima qualità. Ci riferiamo in particolare alla cappunadda, cui viene dedicata annualmente anche una sagra che si svolge nella città di Carloforte, nel sud-ovest della Sardegna.

A cappunadda, a dispetto del nome, non ha niente a che vedere con la caponata siciliana: si tratta di un piatto freddo, tipico della stagione estiva, per la cui preparazione si impiegano sei o sette gallette di pane ammorbidite in acqua e poi condite con spicchi di pomodoro fresco, varie qualità di tonno (filetti essiccati, tonno sott’olio, tonno salato) e infine olio, aceto, pepe e sale. In genere il tocco finale è rappresentato da qualche foglia di basilico o maggiorana. In inverno, potete invece usare le gallette per insaporire e aggiungere croccantezza alle vostre zuppe e minestre calde.

Una curiosità in più?

Il pane dei marinai deriva da una commistione con la tradizione gastronomica sarda con quella ligure; infatti si ritrova anche in una delle ricette più sontuose della cucina ligure: il cappon magro, un’antica preparazione a base di pesce, verdure e, appunto, gallette del pescatore. E a proposito di pescatori, quelli di Bosa ne mangiano un tipo particolare, di forma quadrata, più grande e più sottile rispetto alla galletta di Carloforte.

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