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Pani pintau: la tradizione del pane cerimoniale in Sardegna

Pani pintau: la tradizione del pane cerimoniale in Sardegna

Chi segue il blog di Sardinia Food District da un po’ di tempo avrà ormai capito quanto sia importante il ruolo rivestito dal formaggio fra i prodotti tipici sardi, ma come ogni bella cosa della vita (e la cucina rappresenta una grossa fetta delle sue attrattive) il “casu” è solo la metà di un binomio perfetto di cui il pane rappresenta l’irrinunciabile completamento. Pane e casu: è proprio con questa dualità che abbiamo aperto la nostra bottega virtuale e torniamo qui proprio sul tema del pane, dedicando a lui solo, l’elemento più povero e umile dei due, un piccolo approfondimento che riguarda l’uso che ne è stato fatto da sempre, nella nostra isola, in occasioni di giubilo e festa.

Il significato del pane sardo

Alcuni esempi di pane cerimoniale preparato in SardegnaMentre oggi siamo abituati a dare per scontato che la varietà vada di pari passo con l’accessibilità, ancora un secolo fa il pane poteva assumere una connotazione fortemente classista a seconda della farina con cui era prodotto. Quando oggi entriamo in un panificio, non ci sorprende trovare un’abbondanza di diversi tipi di pane - pane di segale, di grano duro, ai 5 cereali oltre a deliziose varianti arricchite con olive, semi o noci -  fra cui ci limitiamo semplicemente a scegliere il lievitato che più ci aggrada. Per i nostri antenati non era certo così: ogni forma di pane era legata a un duro lavoro artigianale che, dalla semina alla macinatura dei grani fino al momento di infornare la massa, portava con sé i limiti dati dall’estensione, la stagionalità e la produttività di terreni e persone, limiti ormai superati dalla società industrializzata e globalizzata, ma che allora comportavano la diversa destinazione di differenti tipi di pane.

Molte generazioni di sardi fa, in effetti, il tipo di pane mangiato da una famiglia e la frequenza con cui questa lo consumava la distingueva sul piano dell’appartenenza sociale. Il pane fresco ogni giorno toccava solo alle famiglie più agiate, praticamente le uniche a poter gioire anche delle farine più buone (quelle di grano, il più possibile raffinate, mentre crusca e altri residui venivano dati agli animali da cortile o ai cani); la farina d’orzo era invece destinata a servi, poveri, persone di lignaggio inferiore. In occasione di feste od occasioni di particolare importanza, come le celebrazioni dei santi patroni locali, venivano (e vengono tuttora) preparati particolari pani decorati con arzigogolati motivi ed intrecci: per questi veniva usata tassativamente semola di grano duro, la farina più pregiata in assoluto, a sottolineare l’importanza del momento. Proprio questo pane cerimoniale, su pani pintau, continua a essere prodotto ancora oggi nelle case dei sardi - anche se il femminile “sarde”, qui, sarebbe d’obbligo, visto che si tratta di una tradizione nata fra donne e portata avanti da sole donne - a dispetto del fatto che il pane di uso quotidiano, invece, venga comprato più comunemente in panificio.

Su pani pintau: il pane cerimoniale decorato delle grandi occasioni

La preparazione tradizionale del pani pintau in una casa sardaTrattandosi di una preparazione fortemente ritualizzata, fino a qualche decina di anni fa la panificazione di su pani pintau veniva spesso accompagnata da preghiere e formule di carattere propiziatorio. Il risultato era una creazione artigianale di splendida fattura destinata a esprimere, per l’impegno spirituale e materiale che portava con sé, un fortissimo carico simbolico, che tuttora riveste per chi lo prepara e chi lo riceve in dono per le occasioni a cui è più legato: in particolar modo la Pasqua e i matrimoni, ma anche le festività patronali.

Qualunque sia l’occasione di festa, comunque, la preparazione coinvolge tutte le donne della famiglia, ognuna delle quali, dalla più piccola alla più anziana, sono chiamate a dare il loro contributo: è dunque un momento di convivialità, gioia e intimità in cui si raccontano aneddoti e si rinforza così la coesione nel tessuto familiare. È forse per questo che la preparazione del pane cerimoniale sardo riveste un significato particolarmente importante in occasione delle nozze di un membro della famiglia, perché giunge a ricordare come il tessuto familiare, allargandosi, non rischi di spezzarsi, ma trovi solo nuova forza dall’aggiunta di altre maglie.

In questa tradizione che unisce e celebra le diverse età della vita riunendo attorno allo stesso tavolo bambine, giovani donne e anziane, la festa è solo il pretesto esteriore per rinfocolare il senso di appartenenza a un gruppo che non è solo quello familiare, ma quello di un’identità culturale profondamente legata alla propria terra e alle sue magie quotidiane. Nelle ore che servono a modellare la pasta in forme di leggiadre rose, vezzose margherite e sinuose calle, affidandosi solo all’aiuto di un coltellino e di una rotellina dentata, si ha il tempo di nutrire e coltivare un prezioso sentimento di comunità: prezioso perché aiuta a sviluppare empatia nei confronti di chi porta con sé un sentimento simile, per quanto esternato in forme diverse dalle proprie. Ecco che allora il pane sardo cerimoniale, confezionato così umilmente e legato a circostanze così intime, porta con sé un messaggio universale di bellezza commovente.

-- Guarda il video con la preparazione del pani pintau qui --

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