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Non solo cheesecake: i migliori dolci a base di formaggio

Non solo cheesecake: i migliori dolci a base di formaggio

Quando si parla di dolci a base di formaggio il pensiero corre subito alla cheesecake, ma in verità, nel vecchio continente, l’uso di formaggi freschi e stagionati per la preparazione di dessert ha radici molto antiche, che risalgono a ben prima che la celebre torta statunitense approdasse nei nostri frigoriferi. La ricotta e le sue varianti nazionali sono infatti ingredienti “da dessert” classici, diffusi praticamente in tutta Europa. I paesi affacciati sul Mediterraneo hanno inoltre accolto nelle proprie ricette una varietà ancora più ampia di prodotti a base di latte, come lo yogurt o il pecorino e il parmigiano, a seconda delle zone di riferimento. In questo articolo ti facciamo conoscere alcuni dei più buoni dolci europei a base di formaggi, in un viaggio che inizia e termina con l’Italia.

La cuccìa palermitana, il dolce della rivincita

Dolci a base di ricotta: la cuccia palermitanaPartiamo dunque dal nostro paese e in particolare dalla Sicilia, dove, in occasione della festa di Santa Lucia, viene preparata la cuccìa, un dolce tipico di Palermo e Siracusa che vuole rievocare le carestie verificatesi in queste due città fra il ‘600 e il ‘700. La leggenda vuole infatti che Santa Lucia sia interceduta affinché navi cariche di grano approdassero in città, portando sollievo alle popolazioni stremate dalla fame. Dalla cottura di quel grano, mescolato a un po’ di olio, nacque la prima cuccìa. Oggi questo dolce tipico siciliano viene realizzato mischiando, al grano cotto, ricotta di pecora, zucchero, scaglie di cioccolato fondente e zucca candita, oltre a cannella, sale e acqua. Un piatto nutriente e sano adatto ai tempi più bui.

La torta flaò della gente di Ibiza, con caprino e yogurt greco

Flao ibizenco, dolce a base di ricotta, caprino e yogurt grecoPer chi pensa che l'unica attrattiva di Ibiza sia costituita dalla vita notturna, ecco una buona ragione per ricredersi: dell’isola spagnola è infatti originario un buonissimo dolce a base di ricotta, la torta flaò o flaò pudding, una preparazione risalente addirittura al Medioevo che potete assaggiare praticamente in qualsiasi ristorante ibizenco. Questo dolce è la migliore risposta che la penisola iberica può offrire alle delusioni d’amore estive: gli spagnoli usano infatti ripristinare la dolcezza della vita con questa torta, la quale abbina, a una frolla aromatizzata con liquore all’anice, succo d’arancia e succo di limone, una morbida crema realizzata con formaggio fresco spalmabile, yogurt greco e caprino, oltre che panna fresca, zucchero, uova, foglie di menta e zeste di limone. Nei locali spagnoli la torta flaò viene spesso decorata con un singolo, grande fiore vistoso: un modo scenografico per far subito pace con il cuore e lo stomaco.

Tarte au fromage blanc, dalla Francia con candore

La tarte au fromage blanc franceseCi spostiamo adesso più a nord con una specialità francese diffusa anche in Belgio e in Germania, dove è conosciuta con il nome di Käsekuchen: la tarte au fromage blanc. Mettiamo subito le mani avanti dicendovi che difficilmente potrete realizzarla qua, dato che per la sua preparazione è necessario un particolare formaggio tipico francese che assomiglia, nella consistenza, alla nostra ricotta, ma che presenta un profilo acidulo molto più marcato. Se avete programmato una vacanza in Francia, tuttavia, ricordatevi di fermarvi in una boulangerie ad assaggiare una fetta di questa torta dal volume esuberante, estremamente soffice e spumosa. La buona notizia, per chi di voi stesse già contando le calorie, è che il fromage blanc ha un bassissimo contenuto di grassi; la cattiva notizia è che la base di questa torta è comunque realizzata con la pasta sfoglia, quindi burro in gran quantità. Ma diciamocelo: che vi aspettavate quando avete iniziato a leggere questo articolo?

Il Fiadone corso, ovvero il dolce dell’imperatore

Il Fiadone corso a base di brocciu, formaggio fresco a base di latte di pecora o capraCi avviciniamo adesso alla Sardegna parlando di una specialità dei nostri vicini di mare: il Fiadone corso. Esso viene realizzato con l’unico formaggio DOC della regione, il brocciu, che in virtù di tale importanza si è meritato anche l’appellativo di casgiu nazionale (formaggio nazionale). Si tratta di un formaggio fresco realizzato con latte di pecora o capra che viene impiegato in moltissime ricette regionali e anche consumato, da solo, a fine pasto. Il Fiadone si prepara passando il brocciu nello schiacciapatate e aggiungendogli poi zucchero e scorze di limone; dopo la cottura (circa 30 minuti in forno a 180°) può essere accompagnato da un coulis di frutta, confetture oppure marmellate di stagione. In Italia esiste un suo omonimo, il Fiadone abruzzese: si tratta però di una torta salata, ripiena di un formaggio locale chiamato rigatino e di pecorino insaporiti da pepe e noce moscata. In Molise ne esiste una versione dolce che ricorda da vicino il cugino della Corsica. Si dice che Napoleone lo sognasse ogni notte, nella solitudine dell’esilio sull’isola di Sant’Elena.

Sebadas sarde, il lauto pasto degli antichi

Sebadas o seadas, il dolce tipico sardo a base di pecorino sardoTerminiamo il nostro excursus dedicando il dulcis in fundo a uno dei prodotti tipici sardi più conosciuti: le sebadas (o seadas). Non vogliamo qui soffermarci sulle caratteristiche ben note di questo dessert la cui bontà sfiora il poetico: l’involucro di semola croccante solcato da ricche pennellate di miele, il fondente ripieno di pecorino che la bocca non riesce a trattenersi dall’assaggiare quando ancora è bollente, costringendosi regolarmente a terribili ustioni. Vi vogliamo invece raccontare qualche curiosità in più su questo dolce sardo, a partire dal suo nome: c’è chi sostiene venga dal latino sebum, chi dal sardo seu; entrambi designano in ogni caso il grasso animale e ci suggeriscono che chiunque abbia battezzato il dolce è rimasto colpito soprattutto dal suo aspetto untuoso.

Oggi siamo abituati a vedere sebadas abbastanza piccole (si finiscono, ahimè, in 4 bocconi), ma un tempo avevano una forma molto più grande, che poteva occupare talvolta l’intero piatto: non di rado, in effetti, questo dolce andava a sostituire un pasto intero, soprattutto nella sua versione “salata”, condita con il prezzemolo, che oggi è davvero introvabile. Ma qual è il vero segreto per un’ottima riuscita delle sebadas? Il trucco ce lo suggerisce, ancora una volta, l’etimologia: una terza versione riguardo l’origine del nome di questo dolce sostiene infatti che la sua radice sia da ricercare nel verbo asseare, irrancidire: il pecorino fresco deve infatti inacidirsi, prima di poter essere usato nelle sebadas. Seguite questo semplice consiglio e il mondo comincerà davvero a sorridervi.

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