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I 5 cibi tipici sardi che ti daranno dipendenza per sempre

I 5 cibi tipici sardi che ti daranno dipendenza per sempre

Dimenticate il porcheddu: in Sardegna il maestrale porta con sé aria di cambiamento e nella classifica dei cibi tipici sardi più amati dagli autoctoni, tra rivisitazioni gourmet e recupero di antiche tradizioni festive, si scoprono protagonisti insoliti, soprattutto dolci. Abbiamo rincorso amici e parenti per strappar loro una confessione su ciò che, fra i piatti dolci e salati sardi, è in grado di aumentare a dismisura la loro salivazione e il risultato è la TOP 5 che trovate qui sotto: fateci sapere cosa ne pensate e quali sono i piatti della tradizione sarda che per voi sono assolutamente insostituibili!

#5: Culurgiones

Cibi tipici sardi: culurgiones al pomodoro ed erbe selvaticheCominciamo dai culurgiones, che nonostante siano un gran “classicone” rimangono aggrappati alla posizione numero 5 della nostra classifica. In alcuni comuni isolani sono consumati rigorosamente durante particolari festività, ma personalmente non vediamo alcun motivo per non mangiarli ogni domenica a pranzo, ammesso che siate abbastanza svelti nella realizzazione dell’intreccio, sa spighitta, che chiude questi sfiziosi ravioli della tradizione sarda. Il ripieno dei culurgiones viene preparato con patate rosse lessate e poi insaporite con olio caldo in cui sia stato lasciato soffriggere un paio di spicchi d’aglio; una volta intiepidito l’impasto, gli si aggiungono menta tritata, formaggio "viscidu" e pecorino maturo grattugiato e lo si avvolge in una sfoglia realizzata semplicemente con semola di grano duro, sale, olio e acqua. Il condimento è in genere semplice pomodoro fresco, ma la macchia mediterranea offre una varietà sterminata di erbe e piante selvatiche con cui è possibile arricchirlo di una nota selvaggia in più: armida, appara, asparagi selvatici e chi più ne ha più ne metta. Attenzione nella preparazione: i culurgiones non devono presentare aria al loro interno, ma praticamente scoppiare di ripieno. Che dispiacere, eh?

#4: Sa Covazzedda e Gerda

Cibi tipici sardi: sa covazzedda e gerda (focaccia con i ciccioli)Rimaniamo sul salato con una ricetta che fa sempre parte del novero delle ricette povere, ossia quelle più saporite, ma anche quelle di cui è difficile trovare una vera e propria “versione canonica”. Di base possiamo dire che la covazzedda e gerda è preparata con semola di grano duro, lievito, acqua, sale e l’immancabile strutto e arricchita poi con gerde (i ciccioli) del maiale, aromatizzati con pepe, chiodi di garofano e/o noce moscata. A seconda delle zone, ma anche in base agli avanzi che si hanno a disposizione, a questa focaccia sarda con i ciccioli vengono poi aggiunte anche patate lesse, pecorino sardo stagionato in scaglie e cipolle fritte nello strutto (l’avevamo detto che era immancabile!).

#3: Sos Rujolos (Sos Ruviolos)

Cibi tipici sardi: rujolos o ruviolos (frittelle di ricotta di Carnevale)Sull’onda del fritto passiamo ai rujolos, frittelle a base di ricotta diffuse soprattutto nella Barbagia e tipiche del periodo di Carnevale. Per prepararli si lavorano insieme ricotta di pecora e zucchero, per poi aggiungere uova, bucce di limone e arancia, vaniglia, farina e lievito. L’impasto viene modellato con le dita bagnate di limoncello o anice, fino a formare delle palline che poi vengono fritte, stavolta nell’olio, e infine cosparse di zucchero o miele. È un esempio di piccola pasticceria che non stanca mai proprio grazie alla presenza della ricotta di pecora, che attenua la dolcezza di miele e zucchero. Tutti i presupposti per uno street food davvero goloso e di successo: formaggio sardo fritto e addolcito con gli aromi tipici della nostra tradizione, in un formato “pocket” dove un assaggio tira l’altro. Vi troverete ad aspettare Carnevale per tutto il resto dell’anno!

#2: Sospiri di Ozieri

Cibi tipici sardi: sospiri di Ozieri con mandorle e bucce di agrumiPassiamo definitivamente al dolce con questi candidi biscotti tipici del comune di Ozieri, in provincia di Sassari, che ricordano, nella forma, il profilo dei nuraghi tipici della zona. Come tutti i dolci, sono fatti per rendere felici: i sospiri di Ozieri lo fanno fin dal momento in cui si affondano i denti nella loro morbida glassa bianca, che ricopre un impasto compatto a base di mandorle amare, miele, zucchero e bucce di limone. Esso viene cotto in un tegame e poi lasciato raffreddare in un contenitore di terracotta tipico di Ozieri, sa tudinèra, che viene utilizzato anche per accogliere gli impasti da far lievitare. Il profumo agrumato e l’aroma delle mandorle investono palato e naso con un’intensità tale da strappare un vero sospiro da innamorati, da cui il nome di questo dolce tipico sardo.

#1: Is Pardulas

Cibi tipici sardi: is pardulas, dolci sardi al forno a base di ricottaEvidentemente i dolci a base di ricotta raffigurano l’apoteosi della gioia culinaria per gli isolani, che si sono perfezionati in una serie di stratagemmi per infilare i formaggi sardi anche nel dessert. In particolar modo, per i nostri intervistati le pardulas sono croce e delizia delle loro arterie, perché coniugano e coronano, in una deliziosa forma di stellina gonfia (non lesiniamo mai con il ripieno!) tutte le risorse offerte dalla nostra terra: l’aromaticità erbacea della ricotta, realizzata con il latte delle nostre pecore e capre, viene nobilitata dal profumo dello zafferano che accende di rosso le nostre coste meridionali e che si sposa perfettamente con le sfumature calde delle scorze d’arancia e limone presenti nelle pardulas. Il tutto accolto da una sfoglia di semola, zucchero e strutto e infornato a 190°C per 30-40 minuti: il tempo necessario per amplificare al massimo il piacere dell’assaggio, quando, ancora tiepido, il tortino sprigionerà tutti gli aromi festanti di quella Sardegna che sa abbandonarsi alla gioia di vivere.

 

Ecco dunque la nostra classifica dei 5 cibi sardi di cui non è possibile fare a meno dopo averli assaggiati: e voi? Quali sono le preparazioni sarde senza le quali non potete più vivere? Raccontatecelo!

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