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Biancospino

Biancospino

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Il Biancospino è un formaggio sardo di recente invenzione, ottenuto a partire da latte intero di capra e caglio di vitello. Avvolge la bocca grazie a una pasta soffice e molto cremosa, dal sapore non invadente per quanto molto intenso grazie al particolare processo di maturazione, realizzato in ambiente fresco e nettamente umido.

Acquistabile in piccole forme da circa 200 grammi, questo formaggio di capra può essere gustato al naturale, aromatizzato o cotto. Per gli amanti dei sapori tenui e delicati è consigliabile consumarlo ancora giovane, ovvero entro i due mesi dalla maturazione, poiché quando entra in una fase di stagionatura media accentua i suoi echi muffati, che sono tipici dei formaggi a crosta fiorita.

7,20 €
  • 200 gr (forma intera)

Storia, caratteristiche e zona di produzione del Biancospino

Rispetto ai nomi più noti del panorama caseario sardo, il Biancospino ha origini recenti, ma è proprio in virtù di queste e delle particolari condizioni in cui viene prodotto che si conferma testimone del profondo legame che unisce il popolo sardo alla tradizione pastorale, ispirando, ancora oggi, nuove sperimentazioni e invenzioni. Si tratta infatti di un formaggio giovane, in termini storici, ma autoctono al 100%, segno palese di un interesse vivido nei confronti della tradizione gastronomica isolana e della sua continua innovazione.

Rigorosamente locale è infatti la zona di produzione (parliamo di San Nicolò Gerrei e Nurri vicino a Cagliari e di Terteni, in provincia di Nuoro), così come lo sono i capi utilizzati, ossia capre di razza sarda alimentate al pascolo con macchia mediterranea, e soprattutto il processo di produzione, sperimentato e collaudato proprio qui, dall’Istituto Zootecnico e Caseario della Sardegna.

La particolarità di questo formaggio caprino risiede nel fatto che, dopo la pastorizzazione, viene sottoposto a inoculazione con spore di Penicillium Candidum. L’inoculazione del fungo determina quello strato di microflora simile a feltro che avvolge la sottile crosta bianca del Biancospino, rendendolo simile ad altri formaggi a crosta fiorita come il Brie o il Caprice Des Dieux.

Il nome del Biancospino è dovuto al colore della pasta: un bianco candido, per l’appunto, che ricorda quello del fiore suo omonimo e che si sposa perfettamente con una delicatezza di gusto e consistenza inconfondibile.

Casu e vino: gli abbinamenti enogastromici del Biancospino

Le tenui sfumature di sapore di questo formaggio caprino sono più chiaramente percepibili quando viene consumato al naturale o lievemente aromatizzato, magari accompagnato a un pane di grano duro che non ne sovrasti gli aromi. Completata la fase di maturazione, il Biancospino può essere consumato caldo come un classico tomino, dopo una rapida passata sulla griglia.

I vini che meglio si abbinano a questo formaggio sardo, nei suoi primi due mesi di stagionatura, sono i bianchi importanti e i rossi di struttura mediamente invecchiati, come il Dolcetto del Monferrato.

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