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Come rimanere magri senza rinunciare al formaggio

Come rimanere magri senza rinunciare al formaggio

Esiste una convinzione universalmente valida e universalmente taciuta secondo la quale ci sarebbe una correlazione diretta fra la bontà del cibo che si mangia e il male che fa alla propria salute. In realtà sarebbe sufficiente che i più recidivi, anziché tribali e stelline, si tatuassero a memoria imperitura su un braccio la frase “non esagerare”, un prezioso mantra che curiosamente può aiutarci in svariati aspetti della vita, a cominciare dalla dieta.

Se il vostro obiettivo non è la beatificazione, ma vi accontentate di non finire a far compagnia ai diavoli o incontrarli solo una sera ogni tanto nella selva oscura in cui sceglierete di ritrovarvi il sabato sera, ecco che allora potete mettere in pratica alcuni escamotage con cui aggirare il 3° cerchio dell’Inferno e mangiare formaggi senza ingrassare. Poiché la temutissima prova costume ormai si avvicina a passi di ghepardo, affrontiamo qui i miti e i demoni che circondano formaggi magri e grassi per aiutarvi a superare l’estate senza (troppi) lamenti da dannati.

I formaggi magri esistono davvero o sono una leggenda metropolitana?

Il formaggio fa male?Noi vi capiamo più di chiunque altro, quando non volete credere alla favola che vi racconta il medico e partite alla spasmodica ricerca di una parola di conforto dall’unico dottore di cui vi fidiate realmente (vedi immagine a fianco). Per noi pane e casu sono come la pita per i greci e il pad thai per i thailandesi, ma certo nessun luminare vi consiglierà mai caldamente di consumare formaggio ogni giorno: si tratta pur sempre di un alimento grasso e molto calorico, sconsigliato quando si hanno obiettivi di dimagrimento intenso o problemi di colesterolo alto.

Ma c’è un “ma”. Anzi, ce n’è più di uno. In primis, non è vero che il formaggio fa male. In secundis il formaggio è invece un alimento ricco di proprietà benefiche per l’organismo, soprattutto durante la fase della crescita e nella terza età. Oltre al calcio, responsabile della salute delle ossa, ogni prodotto caseario contiene anche, in quantità variabile:

  • vitamina D, responsabile dell’assorbimento di calcio e vitamina A e fondamentale per la corretta formazione di ossa e denti, oltre che dotata di proprietà antitumorali;
  • fosforo, un sale minerale responsabile del corretto trofismo cellulare di pelle, ossa e denti, nonché della conduzione degli impulsi nervosi; il pecorino è uno fra gli alimenti che ne contiene in maggior quantità.

Già qui avrete tirato un sospiro di sollievo, ma leggete oltre per arrivare alla redenzione completa dei vostri peccati.

Le calorie del formaggio di capra, di vacca e di pecora

Calorie del latte di pecora, capra e vacca a confrontoTirando in ballo le classificazioni ufficiali, in base al quantitativo di grassi i formaggi possono essere distinti in cinque gruppi: magri, leggeri, medio-leggeri, medio-grassi, grassi e molto grassi. Al primo gruppo appartengono i formaggi con sostanza grassa inferiore al 20%: è il caso delle cagliate, dei latticini e delle ricotte realizzate con latte scremato, tutti prodotti difficili da trovare e consigliati in genere solo nei regimi fortemente ipocalorici.

Con la dicitura formaggi leggeri ci si riferisce invece a quelli che siamo comunemente abituati a considerare formaggi magri e che contengono un quantitativo di grassi compreso fra il 20% e il 35% sul secco, come la ricotta a base di latte di vacca intero. Le calorie del latte di capra e il suo più elevato quantitativo di grassi assegnano invece automaticamente i caprini alla squadra dei medio-leggeri; bisogna però dire che il latte di capra, seppure più grasso, risulta più digeribile, quindi se si hanno problemi digestivi è forse preferibile optare per un formaggio leggermente più grasso, ma più facilmente assimilabile dal proprio organismo, in modo da evitare spiacevoli gonfiori e dolori addominali. Se si vuole accedere all’Olimpo dei bikini body, invece, sono off limits i formaggi come il mascarpone, il camembert e, in genere, tutto ciò che con aspetto voluttuosamente cremoso vi occhieggia dagli scaffali del supermercato, proprio accanto al bancone delle insalate.

Il mito del “less is more”: i formaggi senza lattosio sono anche più magri?

Affrontiamo una volta per tutte anche questa pazzia moderna secondo la quale mangiare l’aria faccia bene all’organismo: a meno che non abbiate patologie particolari (e con questo intendiamo un’intolleranza scientificamente provata, non una convinzione instillata dalla consultazione dell’unico medico di cui vi fidiate realmente di cui prima) mangiare formaggi senza lattosio non vi farà meglio. Al massimo servirà a disabituare il vostro organismo all’assunzione del lattosio, costringendovi a lungo andare a dover rinunciare a cupcake, brioche e cappuccini: vi sorprenderà sapere in quanti piatti e preparazioni utilizziate latte e prodotti derivati dal latte senza nemmeno accorgervene.

Se dunque avete la fortuna di digerire bene il lattosio anche da adulti non c’è nessun motivo per rinunciare ai formaggi che lo contengono, dieta compresa: i formaggi senza lattosio non sono più magri, anzi, se parliamo di prodotti naturalmente delattosati – come i formaggi stagionati – sono anche più calorici degli altri: la stagionatura del formaggio fa infatti perdere al prodotto molta della sua acqua, generando dunque una maggiore concentrazione di grassi e proteine.

Allora dimmi: come posso rimanere un figurino continuando a mangiare formaggio?

Si può mangiare formaggio quando si è a dieta?Il formaggio, per adolescenti e anziani, è praticamente come un integratore naturale, importantissimo durante la crescita e per combattere le patologie della terza età come l’osteoporosi. Di conseguenza giovani e meno giovani possono consumare formaggi anche tre volte a settimana. Per tutti gli altri, vale la regola delle due porzioni di formaggio alla settimana: la dose a cui fare riferimento è di 150 grammi circa per i formaggi freschi e di 80 grammi di quelli stagionati: questo perché la concentrazione di nutrienti nei formaggi stagionati risulta maggiore in virtù della minore percentuale di acqua.

Se dovete stare attenti agli zuccheri, evitate poi di usare il formaggio come dessert: un’innocente coppa di ricotta zuccherata o una fetta di cheesecake sono veri e propri attentati alle arterie, se diventano un’abitudine. Meglio mangiarlo in sostituzione e non in aggiunta al pasto principale: ad esempio, potete mangiarlo al posto del secondo piatto, accompagnato da una semplice fetta di pane (sottile però, non barate).

Un altro consiglio è quello di fare attenzione ai cosiddetti formaggi light, ossia gli spalmabili di produzione industriale che promettono una riduzione del 30-50% del contenuto di grassi, ma che, in compenso, sono molto spesso ricchi di additivi e addensanti. Questi ultimi non esercitano effetti tossicologici sull’organismo, ma, poiché hanno la capacità di mascherare le carenze delle materie prime utilizzate, vengono purtroppo impiegati molto spesso proprio per questo motivo. Quanto agli additivi, tutto dipende dalla loro derivazione: nessun problema per quelli naturali, mentre per quelli sintetici c’è una soglia da non superare giornalmente, indicata dall’Unione Europea; all’abuso sono collegati disturbi come emicrania, allergie e problemi intestinali, oltre che iperattività nei bambini. Scegliete quindi formaggi senza conservanti, orientandovi verso i produttori locali: darete una mano alla piccola economia e mangerete più sano.

I formaggi tipici sardi per l’estate: la scelta di Sardinia Food District

Su Sardinia Food District potete comprare formaggio online scegliendo tra un'ampia proposta di formaggi tipici sardi: vaccini, caprini, ovini e freschi. Potete inoltre selezionare diverse pezzature: questo vi permetterà di evitare sprechi e mantenere la qualità del prodotto a livelli elevati dal primo fino all'ultimo boccone. Ecco i nostri consigli per lo shopping estivo:

Fruhe, formaggio fresco di capra o pecora

FRUHE

Perfetta per arricchire le insalate ma anche per creare un morbido ripieno gustoso per ravioli e verdure al forno.

Gioddu, latte di capra o pecora fermentato

GIODDU

Una sorta di latte fermentato adatto per fresche merende estive, da consumare in purezza oppure insieme a marmellate e frutta.

Ricotta fresca di capra o pecora

RICOTTA FRESCA

Semplicemente spalmata su una fetta di pane, è la bruschetta delicata con cui accompagnare le carni grigliate.

Bonassai, formaggio di pecora semistagionato

BONASSAI

Fresco, delicato e acidulo, da grigliare per realizzare un secondo veloce o da mangiare insieme a un foglio di pane guttiau.

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